Jorge Garbajosa



Quasi sempre la notizia del ritiro dall'attività agonistica di uno dei miei ex-giocatori è una notizia che mi suscita malinconia, nostalgia, un pizzico di tristezza, e quella che ci è arrivata ieri riguardante Jorge Garbajosa non fa eccezione.
Jorge è stato uno dei giocatori che per più anni ho avuto la fortuna di allenare, prima nel Tau Vitoria da ragazzino, poi all'Unicaja da giovane maturo nel pieno della sua brillante carriera e infine nella nazionale spagnola, sempre in ottime condizioni ma già avviandosi verso la fine di un percorso agonistico che gli ha permesso di vincere quasi tutto e soprattutto di crearsi meritatamente una reputazione di giocatore capace di migliorare le sue squadre e i suoi compagni, da un punto di vista tecnico e mentale, e di persona affidabile, intelligente, furba, molto utile in uno spogliatoio e in una struttura professionale.
Precisamente queste qualità, unite al suo impegno con la federazione e la nazionale che arrivò a fargli mettere addirittura a rischio la carriera dopo il gravissimo infortunio che ebbe con i Toronto Raptors il primo anno della sua avventura NBA, hanno fatto prendere una decisione azzeccatissima alla FEB: le grandi qualità di Jorge si manterranno all'interno della pallacanestro spagnola e in generale e personalmente sono molto contento che queste qualità saranno molto vicine, molto disposte ad aiutare direttamente la squadra in questa grande avventura che ci apprestiamo a cominciare con la preparazione ai Giochi Olimpici di Londra.
So che potrò continuare a contare con un compagno di viaggio leale, franco, seriamente interessato in primo luogo alla fortuna e al successo della squadra e con un ottimo rapporto con tutti i giocatori, collaboratori, dirigenti, il che fa pensare che se si chiude la carriera di uno dei più grandi cestisti spagnoli di tutti i tempi, se ne apre una di un dirigente sportivo (di cui nel mondo del basket forse ce n'è altrettanto bisogno) almeno altrettanto brillante.
Quasi sempre la notizia del ritiro dall'attività agonistica di uno dei miei ex-giocatori è una notizia che mi suscita malinconia, nostalgia, un pizzico di tristezza, e quella che ci è arrivata ieri riguardante Jorge Garbajosa non fa eccezione.

Jorge è stato uno dei giocatori che per più anni ho avuto la fortuna di allenare, prima nel Tau Vitoria da ragazzino, poi all'Unicaja da giovane maturo nel pieno della sua brillante carriera e infine nella nazionale spagnola, sempre in ottime condizioni ma già avviandosi verso la fine di un percorso agonistico che gli ha permesso di vincere quasi tutto e soprattutto di crearsi meritatamente una reputazione di giocatore capace di migliorare le sue squadre e i suoi compagni, da un punto di vista tecnico e mentale, e di persona affidabile, intelligente, furba, molto utile in uno spogliatoio e in una struttura professionale. 

Precisamente queste qualità, unite al suo impegno con la federazione e la nazionale che arrivò a fargli mettere addirittura a rischio la carriera dopo il gravissimo infortunio che ebbe con i Toronto Raptors il primo anno della sua avventura NBA, hanno fatto prendere una decisione azzeccatissima alla FEB: le grandi qualità di Jorge si manterranno all'interno della pallacanestro spagnola e in generale e personalmente sono molto contento che queste qualità saranno molto vicine, molto disposte ad aiutare direttamente la squadra in questa grande avventura che ci apprestiamo a cominciare con la preparazione ai Giochi Olimpici di Londra. 

So che potrò continuare a contare con un compagno di viaggio leale, franco, seriamente interessato in primo luogo alla fortuna e al successo della squadra e con un ottimo rapporto con tutti i giocatori, collaboratori, dirigenti, il che fa pensare che se si chiude la carriera di uno dei più grandi cestisti spagnoli di tutti i tempi, se ne apre una di un dirigente sportivo (di cui nel mondo del basket forse ce n'è altrettanto bisogno) almeno altrettanto brillante.
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